Su questo post il commentatore Vito ha riportato l’articolo di Rosa Maria Gunnella (da L’Opinione). Si tratta di una risposta a quello di Gian Antonio Stella (nella foto), pubblicato sul Corriere della Sera del 15 ottobre. Ritenendolo un rilevante spunto di riflessione e discussione, eccolo riproposto:
La facile ironia del Corsera sul Palermo alle Olimpiadi
In Italia anche un avvenimento importante come le Olimpiadi diventa oggetto di polemiche e di facile ironia. Ma la cosa che appare forse la più “divertente” è che lo scherno arriva solo quando Palermo – quindi la Sicilia – ufficializza la sua candidatura ai Giochi del 2020. Prima dell’annuncio del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, nessuno si era preoccupato delle altre candidature, Roma e Venezia, a cui si è aggiunta anche la città di Bari. Probabilmente il Corriere della Sera, affidando il commento della candidatura del capoluogo siciliano ad una sua illustre penna, ha dimenticato di parlare della città dei Dogi.
Niente da ridire sulla splendida città lagunare, ma “l’illustre penna” del Corsera – forse un po’ distratta – non ha ritenuto opportuno spiegare come Venezia – i cui amministratori da tempo tendono a un “turismo d’élite” perché non è possibile ospitare i troppi turisti che ogni giorno giungono nella città – possa conciliare questo con i Giochi olimpici. Oltretutto dove gareggerebbero questi atleti? Potrebbero fare surf e vela sul Canal Grande o trasformare Piazza San Marco in un campo ad ostacoli. Tutto è possibile, ma di sicuro senza togliere niente a Venezia, che rimane una città unica al mondo, ci sembra poco probabile.
Forse il capoluogo veneto rappresenta lo “specchietto per le allodole” per portare le Olimpiadi in Veneto? Di certo nessun commento giornalistico o politico è stato fatto a riguardo. Forse perché in questo paese il Nord non si tocca. Forse perché sparare a zero sulla Sicilia è più facile e fa sempre notizia. E meno male che si parla di superare il divario tra Nord e Sud e incentivare il Mezzogiorno! È vero che Palermo e la Sicilia hanno molti problemi da affrontare, nessuno lo nasconde, ma proprio le Olimpiadi potrebbero essere un incentivo per accelerare soluzioni, risolvere i problemi, smuovere un’economia che in questo momento è in stallo e risvegliare la classe politica siciliana troppo assopita nelle sue comode poltrone. Non si vuol fare una difesa tout court della Sicilia e del suo governo perché tante sono le cose che non vanno, ma il voler a tutti costi ridicolizzare e boicottare un progetto, probabilmente ardito, ci sembra, per usare un eufemismo, alquanto disfattista. Se nel passato si sono fatti degli errori non è detto che si debbano ripetere.
Perché non dare un po’ di fiducia a questa terra che ne ha tanto bisogno? I giochi potrebbero essere un banco di prova per la classe politica siciliana che avrebbe una buona chance per riscattarsi e perché no “riconciliarsi” con se stessa e anche con la gente, senza dimenticare però che la possibilità di una candidatura non può essere la panacea alle difficoltà della Sicilia, che – con o senza Olimpiadi – vanno affrontate al più presto. “Quella di Palermo è una candidatura credibile. Ci sono tante cose da fare – ha affermato il presidente Lombardo – dalle ferrovie agli stadi”. E parafrasando il motto di De Coubertin, il governatore ha aggiunto: “In questo caso,anche se sono una persona a cui non piace partecipare per il solo gusto di farlo, ma mi piace vincere, si può dire che l’importante è partecipare”.
L’assessore regionale al Turismo e allo Sport, Nino Strano, che insieme al presidente Lombardo ha ufficializzato la candidatura di Palermo, ha voluto precisare: “Per noi non ci sono avversari o nemici. Nè Roma, né tantomeno Venezia sono nostre nemiche e se il Coni, il Cio o il presidente della Repubblica Napolitano ci chiedessero di ritirarci perché l’Italia deve puntare su una sola città, noi sapremmo cosa fare: ritirarci se l’Italia ce lo chiedesse”.
Comunque che la candidatura di Palermo abbia scatenato polemiche nel mondo politico siciliano, tutt’altro che sereno, era alquanto prevedibile. Ma che il Corriere della Sera debba ridicolizzare questa proposta, rinvangando il passato e accentuando, esclusivamente le cose negative (come d’altronde si usa sempre fare parlando della Sicilia e del Mezzogiorno) è inaccettabile; così com’è singolare la coincidenza tempestiva delle dichiarazioni del governatore Galan a riguardo. Forse sarebbe opportuno che la stampa del Sud si occupasse un po’ del “florido e onesto” Nord.
Rosa Maria Gunnella
Tag: corriere della sera, gian antonio stella, rosa maria gunnella

![[Facebook]](http://www.palermo2020.it/wp-content/plugins/bookmarkify/facebook.png)
![[MySpace]](http://www.palermo2020.it/wp-content/plugins/bookmarkify/myspace.png)
![[Twitter]](http://www.palermo2020.it/wp-content/plugins/bookmarkify/twitter.png)
![[Windows Live]](http://www.palermo2020.it/wp-content/plugins/bookmarkify/windowslive.png)
![[Email]](http://www.palermo2020.it/wp-content/plugins/bookmarkify/email.png)
A me l’articolo di Stella non è sembrato affatto ironico, o se lo era, si basava su dati e fatti concreti.
Penso che l’articolo di Stella sia tutto fuori che ironico.
Piuttosto mi sembra ironica la candidatura di Palermo.
Stella racconta per l’ennesima volta di Fukuoka, di Spoto Puleo… All’epoca presidente degli Usa era Bush ( ma il padre)! Oggi c’è Obama….
“…perchè non dare un pò di fiducia a questa terra che ne ha tanto bisogno?”
La fiducia bisogna meritarla, e la nostra classe politica merita la galera.
D’ironico mi pare sia il vostro articolo.
Essendo seri magari il Veneto sarebbe in grado di organizzare un’Olimpiade, quello che peccherebbe sarebbe la cornice e il contesto.
In questo Roma è imbattibile e sono dell’opinione che debba essere l’unica candidata italiana.
stacchiamoci dall’italia…ormai siamo trattati come una colonia
ITALIA MERDA BRUCIA